Come sbucciare la cipolla senza lacrimare

Come sbucciare la cipolla senza lacrimare
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Come sbucciare le cipolle senza lacrimare

Scopriamo insieme com'è fatto questo ortaggio e quali sono le sue proprietà così da comprendere come arginare questo fastidioso problema ed evitare di piangere ogni volta che se ne deve tagliare una per cucinare un semplice ragù o qualsiasi ricetta che la preveda fra gli ingredienti. 

La cipolla

La cipolla è una pianta erbacea che viene principalmente raccolta dal mese di maggio a quello di agosto per poi essere lasciata essicare al sole e all'aria. Un lungo stelo porta ad una inflorescenza ad ombrello e quindi a una capsula di colore che varia dal bianco al giallo. 
L'odore della cipolla è molto caratteristico: i bulbi tagliati rilasciano nell'aria solfossidi pronti a renderla riconoscibile a metri e metri di distanza. 
Queste sostanze, dopo il taglio, si mescolano con la allinasi, un enzima rilasciato dal vacuolo, e producono acidi solfenici. Sono proprio questi ultimi che, irritandonde le mucose del naso e degli occhi ci fanno piangere come meccanismo di difesa. 
Le lacrime e il bruciore si interrompono solamente quando allontaniamo le cipolle e ci laviamo accuratamente prima le mani e poi il viso. 

Come evitare di lacrimare sbucciando la cipolla?

Per evitare che i nostri occhi lancino l'allarme ed inizino a lacrimare copiosamente, un consiglio è quello di tagliare o sbucciare le cipolle sotto l'acqua corrente: infatti il composto chimico che ci attacca è altamente idrosolubile. La soluzione è quindi semplice e alla portata di tutti, anche se non sempre pratica. Ci sono però, altri rimedi che possiamo utilizzare. 

Alcuni lasciano le cipolle in frigorifero o ancor meglio in freezer circa dieci minuti prima di tagliarle o sbucciarle. Congelando leggermente le parti della cipolla si evita che nei primi minuti in cui la si maneggia, si sviluppino quelle reazioni chimiche così irritanti per i nostri occhi.

Altri, invece, puliscono le cipolle e le affettano tenendo vicino al tagliere dove si lavora una candela accesa. Perchè? Si ritiene che la fiamma della stessa possa attirare a sé i gas prodotti dalle reazioni chimiche ed evitare così che questi si dirigano, invece, verso di noi.

Anziché tagliare l'ortaggio sotto il rubinetto, si può bagnare con acqua fredda solo il coltello con cui si andranno ad effettuare le varie operazioni. Come già detto siccome le molecole scaturite dal taglio della cipolla sono altamente idrosolubili, aggiungendo acqua si cerca così di disattivarle.

Un'altra tecnica è quella di tagliare la cipolla in due parti e poi bagnarla con acqua e aceto prima di procedere ad affettarla. Perché proprio l'aceto? Ebbene gli enzimi della cipolla possono essere sconfitti dalle soluzioni acide come quelle contenute in esso.

C'è, infine, chi indossa una maschera da sub o semplici occhialini da piscina e si protegge gli occhi prima di entrare in contatto con la cipolla.

L'ultimo rimedio della nonna? Mangiare molto lentamente un pezzo di pane mentre si affettano le cipolle ed aumentare così la produzione di saliva nella bocca. 

Quando si taglia la cipolla è comunque consigliabile: tagliare una metà alla volta spostando quella che non serve lontano dal tagliere senza però dimenticarsi di coprirla, togliere immediatamente le bucce dal tagliere, ma soprattutto evitare di avvicinare mani e coltello agli occhi. 

Anche quando la cipolla, già a pezzettini, cuoce in padella, è bene proteggere gli occhi. Le reazioni chimiche, almeno all'inizio, sono sempre in agguato e le lacrime sono pronte a rigare il nostro viso. Suggeriamo quindi di evitare di passare troppo tempo sui fornelli, soprattutto vicino alla padella dove si cuociono le cipolle, ma anche coprire con un coperchio le stesse così da non permettere alle sostanze, altamente volatili, di diffondersi nell'aria e giungere vicino ai nostri condotti lacrimali.

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