Come cuocere le costolette d'agnello

Uno dei piatti che non può mancare nella tavola degli italiani nel periodo pasquale, è l'agnello, comunque venga preparato, sulle basi delle ricette tradizionali regionali, da nord a sud, si gusta l'agnello.
La consistenza di questa carne dipende dall'età dell'animale e da quanto tempo lo si lascia a frollare e per eliminare il tipico sapore selvatico, è anche consigliabile lasciarlo anche a marinare almeno mezz'ora. Le costolette d'agnello si possono cuocere in modi molto semplici, perché hanno già da se un sapore molto gustoso, sono ottime alla brace scottate sul barbecue e condite con olio, sale e rosmarino fresco.
Sono ottime anche lasciate rosolare in padella con un po' d'olio e sale e infine una spruzzata di limone. Andiamo però a vedere una ricetta alternativa di facile realizzazione e di ottimo effetto: costolette di agnello al nero d'Avola. Consideriamo la ricetta per 4 persone e 2 spicchio d'aglio, mezzo bicchiere di olio, 250 grammi di farina doppio zero, due bicchieri di nero d'Avola, un bicchiere di aceto, sale e pepe.
Usciamo l'agnello dal frigorifero, versiamo in una ciotola il bicchiere di aceto e lo diluiamo con due bicchieri di acqua, un pizzico di sale ed aggiungiamo le costolette che bagneremo bene con il liquido, passandovi sopra le mani ripetutamente, lasciamo il tutto a macerare per mezz'ora.
Trascorso il tempo necessario alla macerazione, sbucciamo i due spicchi d'aglio e schiacciamoli col palmo della mano per farne uscire l'umore, li mettiamo in un tegame abbastanza largo da contenere le 8 costolette, assieme al mezzo bicchiere d'olio, lasciamo dorare l'aglio. Nel frattempo togliamo la carne dall'acqua e l'aceto e tamponiamola con un panno pulito, successivamente le passiamo da tutti i lati in 200 grammi della farina messa da parte, aggiungendo un pizzico di sale.
Completata l'infarinatura le adagiamo nel tegame dove nel frattempo si sarà dorato l'aglio, e rigirandole spesso con una forchetta, le facciamo rosolare ben bene a fiamma bassa. Se nel frattempo l'aglio dovesse cuocere troppo, possiamo anche toglierlo, perché la carne ne avrà già assorbito l'aroma.
Versiamo adesso 1 bicchiere e mezzo di nero d'Avola e continuiamo la cottura sempre a fiamma bassa. In un piccolo tegame versiamo i rimanenti 50 grammi di farina e lentamente versiamo il mezzo bicchiere di vino rimasto, rimestando velocemente con una forchetta, affinché non si formino grumi, se l'impasto dovesse risultare troppo denso, aggiungere un cucchiaio o più di acqua. Lo stesso farete con la carne, se il sugo dovesse stringersi eccessivamente.
Controllate la cottura della carne, circa mezz'ora, punzecchiandola con uno spiedo metallico o una forchetta, quando non uscirà più sangue, sarà cotta. Qualche minuto prima di fine cottura, aggiungete la crema fatta con il nero d'Avola e la farina, rimestate il tutto e spegnete nel tegame. Trasferite il tutto in un piatto di portata e gustatelo ancora caldo. Potrete accompagnare l'agnello con del purè di patate o dei cipollotti in agrodolce.

Ti è piaciuta la ricetta?